Ikigai - Alla scoperta di me stessa
- Daniela B.

- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Ikigai di Bettina Lemke (IL METODO GIAPPONESE TROVARE IL SENSO DELLA VITA PER ESSERE FELICI)
No, non sono infelice.
Ma ho sempre creduto che debba esserci qualcosa in noi che dia senso alla nostra vita.
Come i grandi della storia. Il famoso “I have a dream”, “Io ho un sogno” di Martin Luther King Jr. Quella spinta che porta certi atleti ad alzarsi alle 4 del mattino e a mangiarsi le uova crude. Avete capito cosa intendo.
Ecco, io quale sia la cosa che dà senso alla mia vita non l’ho ancora trovata.

Sono sempre partita in quinta, da brava Ariete quale sono, e mi sono sempre bruciata l’entusiasmo subito. Ho deciso di fare la traduttrice. Non avevo soldi per l’università privata che ti preparava esattamente a questo, quindi ho fatto la pubblica: la famosa Lingue e Letterature Straniere.
Mi ci sono persa.
Al secondo anno ho provato a fare un'altra cosa, verso una carriera più redittizia.
Insomma: dopo un anno sono tornata a Lingue, fuori corso, rimasta indietro, demoralizzata, ma senza concepire l’arrendersi, senza concepire il non avere una laurea, senza accettare la sconfitta. Così fino al quinto anno.
Nel frattempo, abbastanza coerente con il mio desiderio iniziale, ho iniziato a tradurre in simultanea video in inglese da YouTube per una comunità cristiana.
Purtroppo sul canale YouTube WOWLife Church Italia adesso c’è solo una parte, forse nemmeno la metà, delle traduzioni fatte da me.
E mi veniva abbastanza naturale dopo un paio di tentativi. (Per chi non conosce la traduzione simultanea: significa ascoltare in inglese e parlare contemporaneamente in italiano, traducendo.)
Quando finalmente un angelo della mia famiglia mi ha detto:
“Vuoi fare la traduttrice? Te la pago io la scuola.”
Non è andata proprio così, ma mi ha dato quella spinta.
Finita l’università di mediazione linguistica, ormai erano cinque anni che facevo questo lavoro (pro bono) di traduzione simultanea su YouTube, e diciamo che la fiamma si era affievolita.
Dopo la laurea avevo piani grandiosi: proseguire con giurisprudenza in Inghilterra. (Il mio Ikigai? Forse. O semplicemente un sogno nel cassetto che, per ora, rimarrà nel cassetto.)
Ma è arrivato qualcosa di molto più interessante: la depressione.
Presentata la laurea a ottobre, sono sprofondata nel buio.
Mi ha salvata un po’ il mio cane, con cui uscivo regolarmente tre volte al giorno, e anche un lavoretto in un ristorante: 1500 euro al mese, il mio primo vero stipendio.
A febbraio ho iniziato a rivedere dei raggi di luce.
Del tipo: "Davvero voglio che questa sia la mia vita?"
Ormai l’opportunità di andare in Inghilterra era andata.
Quindi ho cercato un altro lavoro: marketing online. Il futuro. Possibilità di carriera. Wow.
Altri tre anni circa a imparare da zero un nuovo mestiere. E mi è piaciuto.
La depressione non era andata via, eh, bada bene. Ma era tenuta a bada.
Ha rifatto capolino per bene a luglio–agosto 2023, quando l’azienda era chiusa, per poi andare via ufficialmente intorno al 31 ottobre 2023 verso le 22 di sera (piuttosto precisa come data per un “intorno”, no?).
E da allora ho pian piano iniziato a chiedermi: "e quindi, che vogliamo fare?"
Il sogno di andare all’estero c’è sempre. (Sarà questo il mio Ikigai?). Avete visto quei post online che dicono che siamo destinati ad essere felici solo in certe aree geografiche? Chissà...

Ma ora bisogna programmare, pianificare, testare.
Adesso siamo al punto in cui ho una casa mia, grazie a Dio.
Ho ripreso a fare l’interprete regolarmente (ahimè sempre pro bono, ma mi dà soddisfazione), e questo mi fa sentire come se avessi di nuovo uno scopo. (Ikigai?)
Tuttavia, sento che esula dalla traduzione/interpretazione e basta.
Nel mio percorso personalizzato di Ikigai faccio retrospettiva anche in un'ottica diversa: cerco di capire quali esperienze di vita ho vissuto, cosa mi hanno insegnato, che skill mi hanno fatto acquisire. Sperando di intravedere qualcosa che mi faccia dire:
"Aha! Questo è il mio destino. La mia chiamata. La mia passione. La mia ragione di vita."
Sto lavorando anche come freelance* per aiutare altre persone a dare forma ai loro sogni. Oltre a creare siti, e-commerce, eccetera, ho intrapreso un percorso di studio di grafica, per poter dare forma ancora meglio a ciò che i miei clienti vorrebbero esprimere.
Obiettivo di quest’anno, oltre ai 50 libri: decidere che master voglio fare e farlo.
Mi rode quella cosa di non avere una laurea “piena”. Una triennale sembra una cosa a metà.
Vedremo.
Se avete consigli, se volete raccontarmi la vostra storia, o se volete che io racconti la vostra, scrivetemi.
Sarebbe bello sapere che qualcuno è sulla mia stessa frequenza.
Che non sono sola.
Accetto suggerimenti.
*A detta della mia commercialista sono ufficialmente un'imprenditrice, che suona meglio, ma per ora intraprendo solo i miei servizi, ma c'è posto per crescere.




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